SAN NICOLA, LA VERA STORIA DI BABBO NATALE VLUU L100, M100 / Samsung L100, M10006/12/2016 

Come, quando e perché un eroe cristiano della carità, uno dei santi più popolari, vescovo di Myra e patrono di Bari, è diventato un’icona pop e simbolo (anche commerciale) del vecchio Santa Klaus che porta i doni delle feste ai bambini

 

È uno dei santi più amati e venerati in tutto il mondo, unisce cattolici e ortodossi, vanta numerose leggende e miracoli, le sue reliquie, conservate a Bari, sono ancora oggi contese e ogni tanto la Turchia ne chiede la restituzione dopo che furono trafugate da Myra nel 1087 da parte di alcuni marinai baresi.

Nicola nacque intorno all’anno 260 d. C., a Patara, nella Licia, in Asia Minore (oggi Turchia), da famiglia benestante. Ancora bimbo, Nicola mostrava di voler rispettare le regole date dalla Chiesa, dava segni di attaccamento alla virtù della carità e sfuggiva la compagnia dei coetanei, per vivere i consigli evangelici. Era molto rispettoso anche della virtù della castità. La sua buona fama si era diffusa in tutta la città di Mira, dove la famiglia si era trasferita, e ciò causò la sua elezione a vescovo della città a furor di popolo.

Egli fu uomo di grande carità, si racconta anche, di una visione avuta da un vescovo, nella quale Dio avrebbe dato indicazioni sulla scelta di Nicola, che i suoi miracoli erano soprattutto in favore dei semplici e dei poveri. Famoso è l’episodio della vita del Santo che prima di essere ordinato vescovo s’imbatté in una famiglia nobile e ricca caduta in miseria. Il padre, che si vergognava dello stato di povertà in cui versava, decise di avviare le figlie alla prostituzione. Nicola, nascondendosi, lasciò scivolare un sacchetto di monete d’oro a ciascuna fanciulla dalla finestra dell’abitazione dell’uomo grazie alle quali poté far sposare le figlie e risparmiare loro l’onta della infelice sorte.Nell’iconografia classica viene rappresentato con tre palle d’oro.  San Nicola è così popolare, da aver ispirato persino la figura di Babbo Natale.

San Nicola, vescovo di Mira, è stato da sempre identificato con il personaggio natalizio di Babbo Natale, che porta i doni ai bambini. Sembra che la conferma dell’ispirazione del moderno Babbo Natale al santo venga dal cappuccio con la pelliccia, trasposizione della mitria vescovile. Inoltre, il nome nord-europeo di Santa Claus deriva dal tedesco Nikolaus, cioè Nicola, immagine di generosità e affetto che nel Natale trova la sua espressione più alta.

La pubblicità della Coca Cola con Santa Claus

La pubblicità della Coca Cola con Santa Claus

 

 

COSÌ È DIVENTATO SANTA CLAUS

Il Santo vescovo di Myra, nei secoli, è stato legato alla figura del vecchio portadoni. È diventato il Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta regali ai bambini.
Ogni popolo lo ha fatto proprio, vedendolo sotto una luce diversa, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali, prima fra tutte quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie.

Una “scristianizzazione” sottile, se vogliamo, ma che al contempo dà l’idea della sua grande popolarità. Nei primi decenni del 1800 San Nicolaus (da cui Santa Claus) grazie a una poesia di Clement Clarke Moore diventò il Babbo Natale che tutti conosciamo. E una delle sue rappresentazioni più famose è quella legata alla pubblicità della Coca Cola dove appare rubicondo, di rosso vestito e con la barba bianca, che viaggia nel cielo su una slitta trainata dalle renne. La pubblicità della multinazionale americana debuttò nel 1931 e nacque dalla penna dell’illustratore Haddon Sundblom, che mise insieme i ricordi di San Nicola e il personaggio dello “spirito del Natale presente”, descritto da Charles Dickens nel racconto Canto di Natale. A portare il culto del Santo a Nieuw Amsterdam (New York) in America furono gli olandesi.

 

LE SPOGLIE TRAFUGATE DAI BARESI

È patrono dei bambini e ragazzi ma anche delle fanciulle che si avviano al matrimonio e dei marinai. Nel 1087 una spedizione navale partita dalla città di Bari verso Myra, divenuta nel frattempo musulmana, si impadronì delle spoglie del Santo, che nel 1089 vennero definitivamente poste nella cripta della Basilica eretta in suo onore.

L’idea di trafugare le sue spoglie venne ai baresi nel contesto di un programma di rilancio dopo che la città, a causa della conquista normanna, aveva perduto il ruolo di residenza del catepano e quindi di capitale dell’Italia bizantina.
In quei tempi la presenza in città delle reliquie di un santo importante era non importante non solo dal punto di vista spirituale ma anche mèta di pellegrinaggi e quindi fonte di benessere economico per l’indotto economico generato.

L’INCONOGRAFIA TRA SACRO E PROFANO

Il suo emblema è il bastone pastorale, simbolo dell’episcopato, e tre sacchetti di monete, o anche tre palle d’oro, queste in relazione alla leggenda della dote concessa alle tre fanciulle. Nello stemma di Collescipoli (Terni) è rappresentato a cavallo con un fanciullo alle sue spalle. Negli affreschi dell’Abbazia di Novalesa (XI secolo), tra i primi conosciuti in occidente, porta il pastorale e indossa una casula blu e una raffinata stola a motivi geometrici. Tradizionalmente viene quindi rappresentato vestito da vescovo con mitra e pastorale.
L’attuale rappresentazione in abito rosso bordato di bianco origina dal poema A Visit from St. Nicholas del 1821 di Clement C. Moore, che lo descrisse come un signore allegro e paffutello, contribuendo alla diffusione della figura mitica e folkloristica di Babbo Natale. Nella Chiesa ortodossa russa san Nicola è spesso la terza icona insieme a Cristo ed a Maria col Bambino nell’iconostasi delle chiese.

Salzburg (Austria), San Nicolò distribuisce doni ai bambini accompagnato da angeli e dai Krampus

Salzburg (Austria), San Nicolò distribuisce doni ai bambini accompagnato da angeli e dai Krampus

LE TRADIZIONI DEL SANTO PORTA DONI IN ITALIA E IN EUROPA

La tradizione di San Nicola che porta regali ai bambini in Italia è festeggiata anche a Bari, Molfetta, Trieste e Bolzano, in Friuli e in Alto Adige, nel Bellunese e nella Sinistra Piave, sotto il nome di San Nicolò-
Nelle località dell’Arco Alpino (Svizzera, Austria, Alto Adige) San Nicolò è solitamente accompagnato da un personaggio chiamato Krampus (Knecht Ruprecht nelle località più settentrionali) una sorta di diavolo a cui si attribuisce il ruolo di rapitore di bambini.
San Nicola è molto popolare anche in altri paesi Europei (Paesi Bassi, Francia, Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Estonia e Repubblica Ceca).

Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in lussemburghese) viene festeggiato due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6 dicembre). Il culto di san Nicola fu portato a Nuova Amsterdam (New York) dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas, dando successivamente origine al mito nordamericano di Santa Claus, che in Italia è quindi diventato Babbo Natale. Sinterklaas appare come personaggio in numerose storie a fumetti Disney di produzione olandese.

 
 
 
 

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Categories: CURIOSITA'

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