STORIA DELL’ORDINE
L’antico Ordine della Pietà del Pellicano, già citato da Dante nella sua Divina Commedia, anche San Tommaso d’Aquino, ne scrisse un Canto “PIE PELLICANE”, http://www.summagallicana.it/lessico/p/pie_pellicane.htm, nato come esclusivo Ordine Monastico Cavalleresco, è oggi formato da Cavalieri sia laici che ecclesiastici. E’ articolato su novantanove Ordini, operanti nel mondo, con rispettivi Magisteri tutti guidati da Governatori e Dux Regis Cristiani che ne seguono i dettami e la regola spirituale facenti capo ad un unico REX ORDINIS. Della nascita di quest’Ordine, di nobile tradizione Cavalleresca, esistono pochissimi reperti in quanto volutamente non realizzati per motivi di umiltà; infatti ha da sempre fatto proprio il motto “Essere e non Apparire”.
Con certezza si può asserire che gli appartenenti all’Ordine ebbero, in ogni tempo, contatti e rapporti con vari movimenti illuminati; il più pregnante dei quali, forse, fu quello con i Rosa Croce con i quali ne condivisero il pensiero illuminante nella propria universale visione della cristologia ed ebbero scambi culturali sia con vari popoli che con diverse confessioni religiose.
Tutti questi scambi, mantenuti sempre nel pieno rispetto delle singole libertà, sono serviti all’Ordine per ampliare, divulgare e rafforzare la propria granitica fede nella Cristianità Universale.
L’Ordine ritiene, e non a torto, di essere l’erede sia della vera spiritualità che delle nobili tradizioni cavalleresche dei Monaci Cavalieri de Tempio o poveri Cavalieri di Cristo infatti: il Principe-Monaco Edouard, nato vicino a Tolone, uomo alto di statura e di buon cuore, consacra i primi nove Cavalieri Templari nel settembre 1118 che formarono il famoso “Povero Esercito di Cristo”.
Facevano parte i Monaci: Gondemar e Rossal, André de Montbar, il Conte Hugues I° di Champagne, Hugues de Payens, Payen de MontDidier, Geoffroy de Saint Omer, Archambaud de Saint Amand e Geoffroy Bisol.
Nel novembre 1118 otto di loro partono alla volta di Gerusalemme dove arrivano la mattina del 14 maggio 1119, e sono raggiunti sei anni dopo da Hugues di Champagne lo stesso giorno alla stessa ora.
San Bernardo di Chiaravalle invece, basso di statura, capelli rossi e ricci, esile e pallido ma con un carattere ostinato, raggiunge i suoi confratelli Gondemar e Rossal a Seborga nel febbraio 1117 dove erano stati inviati nel 1113 con il compito di salvaguardare “il Grande Segreto”.
I nove tornarono la prima domenica d’Avvento del 1127, in occasione del Concilio di Troyes. San Bernardo li aspettava per poi andare insieme incontro a Padre Gérard de Martigues, che nel 1112 aveva fondato l’Ordine Ospedaliero dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme oggi Ordine di Malta.
Quel giorno, San Bernardo in presenza di tutti gli abitanti, di 23 Cavalieri e di più di 100 milizie, nomina Hugues de Paynes primo Grande Capo dei Cavalieri di San Bernardo che fu consacrato dalla spada del Principe-Monaco Edouard.
Lo stesso giorno, fu pronunciato vicino ad un ulivo un giuramento di silenzio tra i Cavalieri di San Bernardo ed il Grande Sacerdote dei Càtari per mantenere e difendere il “Grande Segreto”.

Quindici dei Cavalieri Templari furono anche Principi pro tempore del Principato cistercense di Seborga, tra cui Guillaume da Chartres che morì a Seborga nel 1219 in seguito a ferite riportate in Terra Santa.

L’Ordine dei Cavalieri del Tempio nacque certamente non solo per difesa del Tempio, ma soprattutto per la ricerca della universale Verità Cristiana, per lo scambio culturale e per l’applicazione della vera carità; ad esempio il ricevere ed assistere i pellegrini in viaggio di penitenza ne era solo un aspetto.
L’Ordine del Tempio fu successivamente sospeso, come tutti sanno, nel 1312 con le Bolle Pontificie di Papa Clemente V (la Pontificia Bolla Vox In Excelso del 22 marzo, la Pontificia Bolla ad Providam del 2 maggio e la conclusiva Pontificia Bolla Considerantes Dudum del 6 maggio stesso anno).

E’ luogo comune ritenere che la loro sospensione avvenne poiché i templari erano diventati eccessivamente potenti, incredibilmente ricchi e anche perché perseguitati dal Re di Francia Filippo il Bello, il quale aveva l’unica finalità di incamerarne le ricchezze accumulate. Va subito chiarito che quelle indicate sono delle concause ma la verità e che i templari avevano, nel tempo, completamente disatteso gli elementi caratterizzanti la loro regola monastica originaria che erano: oltre che la ricerca della conoscenza con l’applicazione della tradizione Cristologia/Universale, la realizzazione delle attività filantropiche e culturali volte all’insegnamento e all’esercizio delle virtù Teologali con preciso riferimento alla applicazione della vera Carità disinteressata per tutte le genti.

Questi erano gli elementi fondamentali originari che li dovevano differenziare dagli altri storici Ordini Crociati quali i Teutonici, i Gerosolimitani e i Cavalieri del Santo Sepolcro. I templari mantennero ferma solo la regola individuale monastica di povertà, castità e cieca obbedienza ma, nel tempo, l’intera organizzazione si trasformò in una poderosa macchina affaristica e da guerra con parte dei monaci trasformati nei più feroci e sanguinari combattenti ed altri in scaltri ed avidissimi operatori economici; tutti gli appartenenti, fra le tante altre cose, abbandonarono definitivamente l’atto caritatevole.

Alcuni Templari però, dopo la definitiva sospensione dell’Ordine del Tempio ed a seguito della morte dell’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay avvenuta il 18 marzo 1314, vissero segretamente mantenendo viva solo una minima parte delle tradizioni culturali. Gli scopi e le loro finalità sfociarono in diverse organizzazioni massoniche ed iniziatiche che tutt’oggi, sia nell’Europa occidentale che nelle Americhe, vivono.
Al fine di mantenere in vita la storia templare, alcune schiere di cavalieri dell’antico e glorioso Ordo Militum Christi (Pauperum Commilitorum Christi Templique Salomonici) continuarono ad agire in clandestinità dopo l’infame processo messo in atto da Filippo il Bello per accaparrarsi i beni dell’Ordine e non restituire i debiti contratti.
L’ultimo Incontro Generale segreto di cui si è a conoscenza fu nel 1611 in presenza del Principe di Seborga Padre Césario di San Paulo. Per commemorare questo evento si posarono su ogni tetto del Principato 13 tegole recanti la data 1611, le lettere “C.S.” e la Croce del Tempio
Nel 1648 venne riunito nuovamente, ricostituito e rafforzato da Sua Eminenza il Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino, l’Ordine Equestre Pietà del Pellicano, per la salvaguardia della conoscenza illuminata concessa dal Divino agli umani e per il raggiungimento della Cristologia Universale, fra le tante cose realizzate dall’Ordine in quel periodo.

L’illuminata figura del Cardinale va ricordata inoltre, perché a lui si deve la serena possibilità, all’interno della Francia, della libera professione dell’Ortodossia Cattolica; egli riconobbe, solo dall’esterno, il protestantesimo quale rispetto di libera scelta; ripristinò i valori originari necessari al perfezionamento dell’aspetto Cristologico/Universale dei Cavalieri e delle Dame riunite nell’Ordine e, in piena aderenza alla necessità del ritrovato rinnovamento spirituale, ne tracciò le linee programmatiche per la realizzazione della priorità del sacro sul profano quale contrapposizione spirituale alla potenza materiale ormai raggiunta da un certo clericalismo.

Ci sono oggi variegate organizzazioni che si rifanno, a loro detta, ai “Templari” ed operano come associazioni anche ufficialmente riconosciute, basate su di un non meglio identificato ideale umanistico – cristiano dedicandosi, per lo più, ad opere di carattere sociale o al mecenatismo culturale.
Quei veri valori ormai disattesi da quei Cavalieri del Tempio e da moltissimi ordini Cavallereschi anche moderni, furono mantenuti tradizionalmente in vita, nella loro completezza, solo da pochissimi Cavalieri dell’Ordine Pietà del Pellicano, che così decisero di operare solo nel silenzio e in piena umiltà.
Sia per la loro vitalità che per la loro discrezione furono ammanti da un senso di mistero rendendo affascinante l’ipotesi che siano stati i depositari della “Luce”, ovvero di uno stato di sapienza e pienezza spirituale che li sollevava al di sopra del comune senso umano mortale; il possesso del Santo Graal o SanGraal ovvero Sangue Reale ne è solo un esempio.

Sua Eminenza il Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino condusse, in maniera illuminata e con la massima riservatezza.
L’Ordine è vissuto sempre in maniera riservata espandendosi solo con pochi adepti scelti tra nobili di Francia, della Savoia, dell’Italia e del Portogallo.

Delle antiche tradizioni ha abbandonato la sola discrezione ed è diventato sempre più il veicolo per la Fede Illuminata, nello spirito della Cristianità Universale, a sostegno di tutte le opere di carità per le genti più bisognose.
Al fine di mantenere in vita la storia templare, alcune schiere di cavalieri dell’antico e glorioso Ordo Militum Christi (Pauperum Commilitorum Christi Templique Salomonici) continuarono ad agire in clandestinità dopo l’infame processo messo in atto da Filippo il Bello per accaparrarsi i beni dell’Ordine e non restituire i debiti contratti.
Conoscendo gli atti del processo farsa si eclissarono per sottrarsi alla persecuzione dei soldati del Re e con enormi sforzi e sacrifici a costo anche della propria vita continuarono a perpetuare le antiche gesta rimanendo nell’ombra.

S.A.S. M. Aurelio Punzo Lopez di Romentino, riceve nell’anno post giubilare, con la Bolla Patriarcale “SITIENTES VENITE AD AQUAS” le insegne di Dux Regis del Sacro Sovrano Militare Ordine Monastico Dinastico Templare che S.A.S. mette sotto la protezione di “NOSTRA SIGNORA DI NAZARETH” diventando il Prosecutore di quell’antica Storia.

Egli governa altresì altri antichi Ordini di collazione familiare tra i quali:
” l’Ordine Secolare della Croce di Gerusalemme“
e “l’Ordine della Stella di Betlehem“.
I cavalieri dell’Ordine sono scelti con minuzia ed attenzione perché debbono essere oggi guerrieri di Pace e di Fede, ogni Cavaliere risponde a requisiti di assoluta trasparenza morale, civile, sociale e religiosa.
Non tutti possono far parte dell’Ordine, questo non vuol dire essere ricchi o nobili, vuol dire invece essere fedeli alla parola di Dio dei Suoi insegnamenti di solidarietà, bontà, onestà e lealtà, quindi tutti possono diventare nostri Cavalieri se hanno nel loro animo questo spirito.
I nostri Cavalieri oggi come allora fanno atto di consacrazione a Gesù Cristo e professano l’antico Giuramento.
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